Pac180: Le serate che illuminano Livorno

Talvolta vieni alla scoperta di una Livorno che non conoscevi e che non ti aspettavi, scopri una città che non è interessata solo al mare e al problema del traffico e delle multe, e quando questo succede non puoi che rimanerne felicemente stupito.

A me è successo quando ho partecipato presso il Centro Basaglia all’evento “Le serate illuminate” di cui adesso voglio parlarvi.
Esiste un posto a Livorno, lontano dal caos cittadino e immerso nel verde, dove sono ospitati pazienti psichiatrici inseriti in un percorso che vede nell’arte uno strumento di cura e divertimento. Sto parlando del Pac180, un parco dove si trovano molte opere d’arte create dai più svariati artisti che si danno l’appuntamento qui, ogni anno, nel primo week-end di luglio da ormai diciannove anni. Qui gli artisti hanno modo di conoscere pazienti e di vivere accanto a loro durante la creazione delle opere che risultano influenzate dal luogo e dalle persone che qui vi dimorano.
Pioggia di gatti – Miranda Project
Quest’anno grande spazio lo hanno avuto gli street artist,  fra i livornesi ricordiamo Buda che ha disegnato alcuni clown con il suo inconfondibile stile, poi, non poteva mancare il collettivo artistico del momento, Miranda, che porta qua dentro i suoi poster colossali attaccando sulla struttura principale del centro dei gattoni, all’esterno del centro, sul muro esterno il tributo ad Hemingway di Fabio Leonardi.

Arriva invece da Milano Giorgio Bartocci, lo street artist che ha dipinto la facciata del secondo piano con un’opera che ricorda molto l’arte brut, che mai come in questo posto ha terreno fertile.

Da Pontedera ecco invece gli street artist della EDF Crew che dedicano un murales al bipolarismo, una volto che presenta due facce diverse ed opposte.

Il Coro d’assalto Garibaldi

Ma sarei ingiusto se riducessi il programma delle serate illuminate alla sola arte figurativa, infatti in questa villa di Monterotondo si realizza proprio una sinestesia delle arti,  con diversi gruppi musicali che si avvicendano sul palco, dedicando ognuno una canzone a un poeta a scelta, purché nella sua vita fosse stato rinchiuso o internato (ad esempio Janet Frame, Antonin Artaud, Dino Campana, Anne Sexton e Torquato Tasso)Si parla anche di poesia attraverso Veronica Nieto, Juan Andres Garcia Roman e Katherine Shaw.
Dopo Benedais, Sabina Manetti, Marina Mulopulos, Bimbo, N_Sambo, Azzurra Tanzini, Alessandra Falca, Siberia, ecco sul palco la banda libera dell’ SVS. Altri intermezzi dedicati alla poesia, un’esposizione di opere dentro il centro, alcune sale dedicate a docuvideo e video artistici, e poi molte installazioni in giro per il parco, in cui alle già esistenti se ne aggiungono di nuove, come quella di Ignazio Fresu. 
Molte le emozioni suscitate dalla musica e dalla poesia che si possono gustare comodamente seduti o passeggiando per il suggestivo parco illuminato con flebili luci. Questo tradizionale momento, giunto ormai alla diciannovesima edizione, ha attirato moltissime persone, chi ne ha fatto un appuntamento fisso e per chi invece, come me, era la prima volta che partecipava incuriosito. Sono felice che in una città come Livorno, in cui la cultura o più semplicemente la pura bellezza delle arti è spesso messa in secondo piano, si continui da anni ad organizzare un evento simile e che le persone ne prendano parte con molto entusiasmo e partecipazione.
L’opera di Ignazio Fresu
Arrivederci all’anno prossimo!

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