Occhio alle Elezioni Livorno 2014 – Marco Cannito – Lista Città Diversa

Speciale Elezioni 2014 Blog Occhio Livorno: Giacomo intervista Marco Cannito per noi, candidato sindaco di Città Diversa e  D.a.s.u.l, e consigliere comunale uscente di opposizione

1) Le chiediamo di presentarsi, di parlare di sé, del suo percorso formativo, professionale e politico, spiegandoci il motivo per il quale ha deciso di avanzare la sua candidatura a Sindaco.

<< Esperienze di studio e di approfondimento nel campo delle scienze sociali e del diritto, poi declinate nel volontariato internazionale e nella professione legale, non potevano che portarmi ad assumere la tutela di cittadini nell’ambito del Tribunale dei Diritti del Malato e la Procura dei Cittadini per conto del Movimento di Cittadinanza attiva. Ho anche intrapreso l’attività d’insegnamento del diritto e dell’economia nelle scuole superiori,che ho conciliato,sia pure al prezzo di un certo sacrificio personale,con l’attività professionale e con l’attività politica in Consiglio Comunale. Il denominatore comune di queste attività è sempre stato la passione per le cause di giustizia e il desiderio di sostenere le necessità dei più deboli e dei meno garantiti. Città Diversa è da questo punto di vista un po’ la sintesi politica e umana di queste esperienze>>.

2) Descriva sé stesso con 6 aggettivi, 3 positivi e 3 negativi, motivando ognuno di essi.

<< Determinato,applicato,passionale sotto l’aspetto positivo. Altrettanto (determinato,applicato,passionale)sotto l’aspetto negativo,perché nella vita odierna (e soprattutto nella politica plateale e sensazionalista di oggi)non sempre questo comportamento viene accolto con positività e benevolenza. Io pero’ voglio rimanere lo stesso anche verso chi ha verso di me percezioni diverse da chi mi vuole bene e mi sostiene .La coerenza verso sé stessi prima di tutto>>.

3) ) Le prossime elezioni amministrative saranno caratterizzate da un’esasperata frammentazione politica con la presenza di nuove formazioni politiche e molte liste civiche; Secondo lei qual è il motivo di questa divisione? Sono davvero così tanti gli ideali in cui i cittadini si riconoscono?


<<  Livorno esce da una sorta di camera iperbarica durata una decina d’anni. Devo dire che siamo stati gli unici a cercare di aprire il portellone dell’area congelata e protetta che ha isolato Livorno impoverendola nelle identità e nelle attitudini.Tuttavia, finita la quarantena della politica, era fisiologico che la situazione deflagrasse e la delusione verso l‘Amministrazione Cosimipartorisse questa ricerca ostentata di rappresentatività diretta. Ci sono ovviamente luci e ombre in questa tendenza. Noi senza falsa modestia ci riteniamo in un cono di luce perché per fare politica non dobbiamo accendere l’interruttore emozionale del frontismo anti qualcosa o connetterci 24 h con il sito di Grillo per farci dettare i crismi dell’azione quotidiana. Da questo punto di vista abbiamo mani libere,indipendenti,pulite,esperte.Un civismo reale insomma e non vissuto di riflesso allo specchio di qualche illusionista>>.

4) A Novembre 2013, Paolo Virzì, noto cineasta livornese, in un repentino scambio di tweets sull’eventuale organizzazione di un Festival del Cinema a Livorno, disse <<era evidentemente una battuta , a Livorno manca tutto anche il senso di realtà>>. Di fronte a un affermazione di questa portata fosse stato nelle vesti di Sindaco, come avrebbe risposto?

<< Precisiamo: Virzi’ che è un grande uomo di cinema, viene da un percorso personale che lo ha visto spesso collaborare con il Comune di Livorno e con il Sindaco Cosimi in particolare. Siamo d’accordo con Virzi’, quando afferma che a Livorno manca il senso della realtà, (immagino riferendosi alla politica). Avremmo pero’ gradito che dicesse questo anche quando, nel 2009, in clima pre-elettorale peraltro, Cosimi gli mise gentilmente a disposizione un’intera città per le riprese del suo film. Senza minimamente interrogarsi sui disagi che questa ordinanza avrebbe provocato nell’uomo della strada che deve guadagnarsi il pane alzandosi presto la mattina. Poi tra i due è iniziato uno strano distacco aggravatosi con queste battute che francamente non ci hanno entusiasmato, ne interessato più di tanto>>.



5) Descriva Livorno con 6 aggettivi, 3 positivi e 3 negativi, giustificando ognuno di essi.

<< Livorno è creativa,imprevedibile,diretta; allo stesso tempo appare incostante,talvolta conservativa,poco razionale. Nei primi tre casi esprime potenzialità di breve periodo,nei secondi tre casi può’ perdere il filo del ragionamento e infilarsi in un tunnel di spossatezza,chiusura,indolenza dal quale è poi difficile uscire. Non è necessario invertire la tendenza intestandosi la missione impossibile dell’eccellenza a tutti i costi. Come hanno cercato di fare Cosimi e i suoi in questi anni cercando di innestare la Facoltà della Logistica (con le relative strutture immobiliari)in un tessuto lacerato dagli abbandoni scolastici e dalle fughe verso realtà in grado di fornire servizi immediati per l’occupazione e la formazione aziendale. Sul piano culturale e formativo,occorre semmai alzare la percezione media di certe possibilità>>.

6) Vista l’impossibilità di enunciare tutto il programma, vogliamo chiederle di parlarci di quei temi strettamente legati al nostro blog, come il mondo dei giovani e le loro esigenze. Pensiamo al tasso di disoccupazione giovanile tra i più alti in Italia, alle poche iniziative inerenti la formazione professionale,  ma anche quelle dirette all’intrattenimento, spesso sporadiche e colpite da generale intolleranza della cittadinanza. Cosa pensa di fare in proposito la vostra formazione politica, qualora avesse rappresentanza in Consiglio Comunale?

<< I giovani,dal nostro punto di vista, non sono una riserva indiana alla quale intestare aree riservate e politiche settoriali. La grave crisi della nostra città va per quanto possibile affrontata con strumenti consoni all’obiettivo di liberare risorse utili per tutti. Sapendo ovviamente che i problemi sono diversi,ma da affrontare con una mano sul portafoglio e una sul cuore in una sorta di continuità generazionale.Buona parte dei giovani traguardano il problema del lavoro con preoccupazione,sfiducia. Talvolta con la voglia di rompere i ponti con la città d’origine. Per questo abbiamo deciso di sostenere,ma non di assistere,ogni richiesta di aiuto e di intervento che serva a scongelare il rapporto fra i giovani e il mercato del lavoro .Guardiamo in particolar modi ai neodiplomati che escono dalla grande tradizione locale degli Istituti Tecnici,ma anche a tutti coloro che decidono di costituirsi in proprio e in cooperativa per fornire servizi in campo culturale,ambientale,turistico. In quest’ultimo caso va potenziata la conoscenza delle lingue straniere,e per questo pensiamo di organizzare un servizio gratuito ad hoc rivolto a tutti,e in particolare ai giovani operatori commerciali>>.

7) Livorno da anni sta scivolando in un lento e inarrestabile degrado sia culturale sia urbano. I suoi musei hanno cifre da prefisso telefonico, molti palazzi sono in stato di abbandono e alcune manifestazioni culturali vengono organizzate con pressappochismo (Effetto Venezia). Il decoro urbano è sempre meno valorizzato, aiuole e prati lasciati a sé stessi e luoghi come Piazza del Luogo Pio sempre più cementificati. Cosa si potrebbe fare in proposito? Come si potrebbe invertire questa tendenza? Come pensa di comportarsi se divenisse Sindaco?

<< Citate una serie di emergenze che necessitano prima di tutto di programmazione e poi di interventi selettivi.E’ vero che il Patto di Stabilità riduce la capacità di spesa e vieta (almeno dal 2011) di effettuare investimenti pubblici ricorrendo all’indebitamento finanziario,ma è altrettanto vero che entro i limiti di questa potenzialità finanziaria convenzionale possono essere stabilite delle priorità. Sul piano della spesa il Comune ha scelto di “salvare scuola, sociale e cultura”,ma senza fornire indicatori di qualità ed effettivo rendimento dei servizi. Le azioni di spending-review sono state irrilevanti, mentre l’incidenza relativa degli apparati amministrativi(la cosiddetta spesa incomprimibile)sul volume di spesa autorizzata ha conosciuto una crescita costante.Per sovrammercato le aziende partecipate dai capitali comunali hanno mostrato sofferenze strutturali e forti esposizioni con banche e fornitori. In taluni casi, come per Spil,a causa della ben nota sciocchezza del Parcheggio ex Odeon,si è dovuto ricorrere ad un silenzioso spacchettamento patrimoniale e poi ad una cospicua ricapitalizzazione. Questo per dire che i limiti finanziari indotti dai vincoli istituzionali non si discutono,ma certo non si è brillato per capacità gestionali e selezione degli obiettivi specie nel settore degli investimenti pubblici (spesa in conto capitale)

Se le  risorse impiegabili vengono immobilizzate nelle urbanizzazioni ospedaliere e nella cervellotica scelta dei Piuss, poi manca l’agibilità per potere intervenire seriamente nella manutenzione della città. Allo stesso modo le aziende,se vengono sepolte dai debiti, non possono concorrere agli investimenti nelle reti,tanto meno distribuire dividendi. Con questi ultimi ,in altre realtà politicamente affini alla nostra,si sostengono le imprese,si riqualificano strade e piazze,si finanziano gli asili e anche iniziative culturali,si sponsorizza lo sport di massa. Da noi sono vent’anni che non viene distribuito un dividendo sociale. Colpa in primo luogo degli amministratori nominati dalla politica>>.


8) Anche a livello turistico Livorno non sembra riuscire a ritagliarsi lo spazio che merita. Rispetto alle altre province della Toscana, Livorno riesce a portare avanti solo poche iniziative turistiche, salvo poi lasciarle all’incuria e senza una reale valorizzazione e promozione. Come mai non si riesce a organizzare un efficiente programmazione turistica? Per quale motivo Livorno sembra incapace di collaborare, in tal senso, non solo con le altre province della Toscana, ma anche con il territorio della Sua provincia litoranea?

<< Siamo clamorosamente in ritardo rispetto all’espansione del fenomeno crocieristico. Il mondo ci viene letteralmente in casa,talvolta anche in modo disordinato e pittoresco e noi ci scopriamo impotenti,del tutto privi di una rete di accoglienza e di supporto alle visite della città. Non che la città mostri straordinarie bellezze,ma certo il Pacchetto Livorno,nella sua continuità territoriale col sistema del mare e delle colline,potrebbe risultare appetibile anche per il turismo stanziale. Occorrerebbe integrare le mission tra la Società del Porto Passeggeri,che gestisce in condizioni di relativo monopolio anche i servizi a terra,il sistema dei vettori che conducono i turisti nelle città d’arte e infine l’offerta logistica e culturale della città di Livorno. Siamo all’anno zero in termini di coordinamento anche logistico di questa risorsa. Noi ci siamo chiesti,nonostante tutto,cosa possa fare Livorno come tale per empatizzare con questa popolazione che è destinata ad affollare le nostre estati. Come già detto sopra sarebbe importante,intanto,assimilare le lingue e le culture delle popolazioni che sbarcano sulla nostra terra.Dalle interazioni di questo tipo possono nascere relazioni e occasioni di lavoro,oltreché di interscambio commerciale>>.

9) Come prevedeva Marshall Mcluhan durante il Novecento, il mondo è divenuto un “villaggio globale”, facilmente interconnesso e dove, con pochi mezzi e a basso costo, è possibile muoversi. In questo scenario essere visibili è fondamentale, avere un marchio, un brand di riconoscimento significa essere presenti quindi riconoscibili. Livorno, purtroppo, non ha un suo City-Branding (termine per identificare questo concetto). Lei come si comporterebbe in questo senso? Quali azioni metterebbe in atto affinché si realizzi il City-Branding labronico?

<< Il City Branding è essenziale per una città che intende essere “scelta” e non semplicemente caratterizzarsi come un felice,ma casuale, incidente geografico di situazioni strutturali come il Porto,gli accessi al mare,il lungomare,la splendida e sconosciuta cornice pedecollinare e collinare. E’ incredibile che dal pulviscolo di Enti e Categorie che si stanno occupando della cosa non sia mai stata partorita un’idea forza di questo tipo. Soprattutto perché le fortune di un territorio dipendono in primo luogo dalla esportazione delle sue specificità. Questo vale per gli investitori,per le compagnie armatrici,per i tour operator snobbati dagli Enti che dovrebbero finalizzare al meglio il cosiddetto “marketing territoriale” della città e della costa.”Livorno Arte Mare Natura” è il brand che come da programma noi proponiamo per Livorno>>.

10) In 140 caratteri, cosa si sente di dire ai giovani lettori di questo blog?

<< Ai giovani noi vogliamo trasmettere la scossa del cambiamento,invertendo pero’ il percorso istituzionale  di questi anni,spesso espressione di una cultura politica elitaria,egemonica,talvolta autoritativa. Nessuno deve rimanere indietro,diciamo,ma tutti devono dare una mano>>.

11) Le chiediamo di spiegarci il significato del suo simbolo e del suo slogan, se è di sua invenzione e fattura oppure si è ispirato a qualche campagna politica nazionale o internazionale.

<< Il nostro simbolo è l’espressione di una forte adesione alle caratteristiche geo-fisiche del nostro territorio. Due delfini azzurri in campo misto, testimonianza di collaborazione unitaria e di navigazione costante in campo aperto.Senza stancarsi mai,senza mai mollare. E vi assicuro che per una lista civica,ovviamente priva di rimborsi e finanziamenti pubblici,è molto dura. Ma la determinazione e la costanza del nostro disinteressato impegno pubblico prevarranno ancora una volta sui gorghi del conformismo e sul desiderio di fuga 

dalle responsabilità. Per governare,naturalmente>>.


Ringraziamo Marco Cannito e il suo staff per averci concesso questa intervista. Per contattarlo seguire i link di sotto:

L’intervista è avvenuta per e-mail, con invio di domande e successive risposte inviate dallo staff del Candidato.


Giacomo Martelli

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