Mario Madiai, un pittore poco comodo

Ancora pochi, anzi pochissimi, giorni restano per visitare la prima mostra di questo 2016 organizzata ai Granai di Villa Mimbelli. Mi riferisco alla mostra del pittore Mario Madiai che, inaugurata il 18 Dicembre, è stata prorogata fino al 24 Gennaio.

Con questa mostra continua il progetto Fattori Contemporaneo, iniziativa che vedrà impegnato il nostro caro Museo Civico Giovanni Fattori, e che promette di organizzare iniziative e mostre per scoprire e comprendere le diverse personalità artistiche. Queste personalità, pur con intenti e stilemi diversi, si inseriscono nel solco dell’importante eredità della Scuola Livornese – termine volutamente meno restrittivo di scuola macchiaiola e post.

Sebbene nato a Siena, possiamo considerare l’eclettico Madiai un livornese purosangue, accettandone quindi anche tutte le contraddizioni che questa adozione comporta. Arrivato a Livorno da bambino, Madiai mostra il suo interesse precocissimo per la pittura, e a cavallo fra gli anni ’60 e ’70 sale alla ribalta della scena nazionale mettendosi in mostra in alcune importanti mostre italiane.

Gli interessi di Madiai sono molteplici e differenti, come potrete facilmente constatare mettendo piede al secondo piano dei granai, prima di aver visionato in una teca alcuni vecchi cataloghi e manifesti dedicati al pittore. Una rassegna ricca e variegata che, attraverso uno scelto numero di opere, ci mostra la vera faccia di un artista che è forse troppo spesso accomunato alle mirabolanti ma pur sempre troppo comode marine e paesaggi.

No, Madiai non è solo questo, non è un pittore comodo, anche se ha certamente dovuto fare i conti – come tutti – con il portafoglio, dando vita anche una copiosa produzione in toni minori, una produzione contraddistinta da soggetti gradevoli che incontrano facilmente il gusto della gente. Questa produzione in mostra è stata forse volutamente omessa, anche se ve ne è un’eco nelle vedute un po’ convenzionali e squisitamente turistiche di città.

La mostra ci fa vedere di che pasta è fatto Madiai, artista che porta avanti con caparbietà una sua ricerca artistica, spesso sensibile alla tematica del reale, bagna le sue figure nella luce che rende le sue scene atemporali, mistiche e trasognanti come le tele Finestra aperta a Firenze, Casa Frollo o Interno a Venezia. Ma questa visione lucida e nitida scompare in altre tele, ne sono un esempio Nudo sul divano e ancor di più Te lo faccio veder io chi sono (tela dedicata a Piero Ciampi), Io te e Maria. Queste opere trasudano passioni consumate, colori sensuali e maledetti , sensazioni turbide. E poi ancora tanto, in oltre mezzo secolo di pittura, dal 1962 al 2015, Madiai affronta moltissimi temi, sperimenta composizioni astratte come nel Biliardo, cambia tavolozza varie volte e stravolge le sue narrazioni, come nella serie di soggetti floreali.

Si rifà alla tradizione nelle sue vedute della Garfagnana e di Pienza, mentre diventa criptico nella tela, incontenibile energia. Poi l’ultima stanza accoglie un mondo fantastico, da un lato la serie di tele dedicata all’opera di Collodi, dove il registro pittorico diventa quello dei libri illustrati, mentre gli acrilici usati per il suo omaggio alla Vespa, l’altra grande passione dell’artista, ci parlano di un mondo più vicino alla pop art. Mentre la serie Ossessiva-mente e continua-mente vede il largo uso e l’impiego di tele sovrapposte, colle, fili. (la fotogallery). 
Ma a poco serve continuare raccontarvi, quanto potrete vedere con i vostri occhi fino al 24, la promessa è certamente quella di conoscere finalmente con compiutezza il sorprendente percorso artistico di un pittore che a Livorno, compare in innumerevoli abitazioni. Questa probabilmente la principale motivazione che ha spinto molti livornesi a visitare l’esposizione, che per la cronaca non ha mancato di sollevare anche le polemiche, con il consigliere comunale Nicola Meschinelli, il quale ha trovato indecoroso l’organizzazione da parte del comune di una mostra dedicata a un artista coinvolto nell’inchiesta sulla Porto 2000.
Gli ingredienti ci sono tutti, non perdetevela.
Fino al 24 gennaio: venerdi, sabato e domenica 10-13/16-19, ingresso gratuito
Ako

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