Maddalena Carrai: da Livorno alla NY Fashion week

23 anni, nata a Livorno, grafica ed illustratrice. Ha già lavorato con grandi nomi dello spettacolo e della moda, sogna di diventare commercial artist. Abbiamo incontrato Maddalena Carrai che ci ha raccontato un po’ della sua vita, del suo lavoro pieno di  difficoltà, ma non sono mancate anche riflessioni su Livorno.

Non vuole essere chiamata artista, ma spera un giorno di diventarlo, perché a suo dire ha un’opinione molto alta dell’arte e per ora non si ritiene all’altezza di tale titolo: “Non penso che un creativo sia necessariamente un artista. L’artista è una persona che innova totalmente la pittura, la musica o un media, perciò io sono ancora molto lontana da questa definizione. Commercial artist, come definizione, in effetti è un po’ un ossimoro, il fatto di essere commerciale esclude a parere mio il fatto di essere artista, ma in ogni caso il lavoro consiste nel mettere la creatività al servizio della pubblicità o di qualunque prodotto commerciabile, un evento, un concerto, degli arredi. Un’arte non fine a se stessa ma che comunica qualcosa.

12062545_10204109086762085_595678928_oMaddalena è specializzata in illustrazioni editoriali e di moda, dopo essersi diplomata al liceo scientifico ha iniziato a frequentare il corso di laurea in biotecnologie, ma ha subito capito che quella non era la sua strada, non perché non avesse buoni risultati, ma perché le mancava disegnare. Dopo un breve stage in uno studio di fumettisti, dove ha imparato le basi del fumetto e del disegno digitale, si è iscritta alla LABA di Firenze, frequentando durante le estati alcuni corsi intensivi di aggiornamento alla scuola Saint Martins di Londra (fashion illustration, textile design, patter design, illustrazione editoriale, schizzi dal vero), sostenuta dalla famiglia “i miei genitori, nonostante fossero molto comprensivi, erano molto scettici riguardo alla mia scelta di cambiare corso di studi, ma hanno capito che potevo realizzare qualcosa, dopo che mi è successo di Lady Gaga.” Già, perché Maddalena ha avuto l’opportunità di lavorare per la grande artista statunitense: 12119202_10204109079881913_731709890_ocirca due anni fa Marla Weinhoff, art director di Lady Gaga la contattò dopo aver visto alcuni sue illustrazioni e fumetti postati sul social network della cantante. Maddalena prese parte al team di grafici internazionali e realizzò delle illustrazioni per gli stand esterni allestiti nei concerti nel tour negli stadi e palazzetti americani. Questo lavoro le ha aperto le porte del mondo della grafica: oltre alla commissione Maddalena ha infatti mantenuto un rapporto professionale e di amicizia con l’art director, che dirige un importante studio di advertising a New York. Grazie a questa collaborazione ha realizzato un’illustrazione su pannelli per l’allestimento della serata di presentazione della nuova linea di Versus Versace. E inoltre ha da poco terminato di lavorare per la New York fashion week per lo stilista e stylist Brandon Maxwell.
Ma ha avuto importanti commissioni anche in Italia: “Tutta la mia vita è un caso. Ho fatto una breve presentazione alla Piaggio del mio lavoro con Gaga, tutto il processo creativo, le fasi di produzione ecc. e in quell’occasione ho conosciuto Riccardo Costagliola che mi ha proposto di mandare un progetto per la decorazione di una Vespa, gli ho inviato il mio progetto che gli è piaciuto e quindi abbiamo realizzato la Vespa. Siamo rimasti in contatto e ora sto collaborando con loro per realizzare un libro per bambini, insieme ad un altro ragazzo che scrive la storia.”
Ha finito da pochi mesi di lavorare per Braccialini e ora collabora con l’azienda di moda come freelance, ma intanto sta facendo delle prove per un’importante casa di produzione.

Non si può certo dire che Maddalena non sappia quale sia la sua strada: “So cosa voglio fare, ma il difficile è farlo. Ho capito che volevo fare questo lavoro, quando andai all’università e stetti male perché non avevo tempo per fare quello che mi piaceva ovvero disegnare. Io sentivo il bisogno di farlo, andavo in astinenza, e da lì ho capito che questa era la mia strada. Ma questo è sicuramente un lavoro che sa più dubbi che certezze. È brutto da dire, ma se non fossi stata abbastanza bene di famiglia, non me lo sarei potuto permettere (e sì che mi sono data da fare!). Quando prendi il via ce la fai, ma all’inizio se devi mantenerti completamente da sola è impossibile. Ci sono mesi che hai una commissione grossa, o tanti lavori allora va bene, ma magari il mese dopo non ci sono lavori.” Il lavoro dei creativi viene spesso sottovalutato e bistrattato, e alla difficoltà del dover trovare commissioni, si aggiunge la difficoltà del pagamento “io intendo lavoro quando mi pagano – dice Maddalena- in Italia, ma anche all’estero al contrario di quel che si pensa, i lavori creativi spesso non vengono pagati. Anche se siamo la culla dell’arte il lavoro creativo non viene concepito come un lavoro che deve essere retribuito. Ma è un lavoro! Se tu mi chiami a fare un’illustrazione vuole dire che ne hai bisogno e tu non lo sai fare, quindi il principio è lo stesso che pagare un idraulico o un muratore. Non vedo la differenza. Farsi pagare è anche un sinonimo di professionalità e qualità secondo me.” 12119328_10204109080641932_863575144_oMa nonostante tutte le incertezze che la sua scelta comporta, Maddalena è sicura della strada che vuole percorrere e non c’è mai stato un momento in cui si è detta “chi me l’ha fatto fare?!”, perché disegnare è quello che ha sempre voluto fare e lo fa in qualunque momento come ci racconta: “Ero brava a scuola ma durante moltissime lezioni io disegnavo, ma avevo ovviamente solamente il tempo dell’ora della lezione per finire il disegno. Quindi mi sono allenata a costruirmi in testa il disegno e poi partire dritta sul foglio, o sul “cintiq”, la tavoletta grafica. Ma non sto davanti al foglio e aspetto. Se mi metto a disegnare è perché so già cosa fare”. 

Una cosa che le dispiace però c’è “Mi piange il cuore pensare che prima o poi dovrò andar via da Livorno, io ci sto proprio bene, mi piace la città, il mare, la gente. Mi ispira molto per l’ironia che la caratterizza e la tranquillità della città mi aiuta molto.” Di recente è intervenuta sul logo della Pielle Livorno disegnato da Fermerà: “Volevano rifarlo e mi sono offerta di lavorarci su. Fremura è un disegnatore eccezionale e mi sembrava brutto cambiare totalmente uno dei loghi più belli del panorama livornese, per la dinamicità della triglia, quindi chiedendo scusa mi sono offerta di restaurarlo e renderlo digitale, un po’ più semplice. Non ho fatto altro che prendere l’immagine della triglia e adattarla a una grafica un po’ più moderna.”
Ha tantissimi progetti in mente per il suo futuro tra cui quello di prendere il diploma per tatuatore, nonostante non sia la sua prima passione è curiosa e affascinata dai disegni sulla pelle, vivendo poi in una città dove il tatuaggio è una “tradizione” consolidata. “quando avrò più tempo libero mi iscriverò al corso per tatuatori, ma ovviamente a Livorno non c’è. Perché? La maggior parte dei livornesi ama e ha dei tatuaggi.  Anche una convention di tattoo a Livorno sarebbe interessante, in fondo ci sono dei tatuatori livornesi davvero validi che già vanno a convention internazionali”. E come una vera creativa non le mancano certo i progetti e le idee anche per valorizzare la propria città : “Ci potrebbero essere interventi belli di writing e street art, ci sono molte aree a Livorno che hanno bisogno di decoro, ma bisogna chiamare artisti bravi che fanno crollare il tabu dei “graffiti” . Bisognerebbe riuscire a uscire dal bozzolo, non ci vorrebbe molto, in moltissime città ci sono piccoli e grandi interventi, che rendono le più interessanti e colorati, si potrebbe fare anche qui.

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Ringrazio Maddalena per la sua disponibilità e per la sua gentilezza, e spero di rincontrarla presto per parlare dei suoi nuovi successi.

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