Uno sguardo sulla Scena Musicale Livornese: i Livorno Music Awards

Il 20 Maggio 2017 si è svolta sul palco del The Cage Theatre la quinta edizione dei Livorno Music Awards.

Come ogni anno, sono stati premiati gli artisti e le band che con i loro dischi, i loro video, le loro canzoni hanno tenuto alta la bandiera della musica labronica.

Accanto a loro, una ricca e variegata carrellata di esibizioni live che quest’anno più che nelle scorse edizioni ha reso palese la grande varietà di stili musicali che si possono trovare nelle band della nostra città.

Reunion degli Sanporaz di Carlo Virzì
La reunion degli Snaporaz di Carlo Virzì, sul palco del The Cage. Foto by www.sbtphotographer.eu

Spaziare in una serata dal rap alla world music, dalla musica classica al metal e poi virare su altre latitudini del rock è una cosa che non si vede tutti i giorni e che mette in mostra il potenziale artistico che Livorno sa esprimere.

Se volete leggere il racconto della serata e sapere chi ha vinto i vari premi, vi rimandiamo al sito dei Livorno Music Awards.

Cosa sono i Livorno Music Awards?

Questa manifestazione può essere riassunta come gli “Oscar della musica livornese”.

In pratica ogni anno vengono selezionati i migliori artisti per ognuna delle categorie in gara, tra i quali viene poi scelto da una giuria di esperti il migliore dell’anno. Le categorie di quest’anno erano Best Album, Best Live Act, Best Video e Best Song. Inoltre ogni anno viene assegnato un Premio alla Carriera.

Marco Voleri Premio alla Carriera
Il Tenore Marco Voleri ha vinto il Premio alla Carriera dei LMA17. Foto by www.sbtphotographer.eu

L’intera manifestazione, che non conta su nessuno sponsor ne alcuna entrata economica, si regge sulle spalle di un piccolo nucleo di appassionati di musica, che grazie soprattutto alla collaborazione del The Cage Theatre sono riusciti ad arrivare fino alla quinta edizione di fila.

Gli ideatori e organizzatori dell’evento sono Dario Serpan e Alessio Santacroce.

Dario Serpan
Dario Serpan. Foto by www.sbtphotographer.eu

Due nomi molto noti alla scena musicale della città grazie alle rubriche Demo&Dishi e Arondeband, con le quali hanno promosso e recensito centinaia di dischi e band livornesi, fino a qualche anno fa.

Dario e Alessio ci raccontano la Scena Musicale Livornese

Proprio a loro due quindi abbiamo voluto fare qualche domanda per capire come sono riusciti a creare e far crescere un evento del genere per ben 5 anni. E già che ci siamo, gli abbiamo fatto qualche domanda per cercare di capire e inquadrare meglio la situazione della musica a Livorno.

 

1. I Livorno Music Awards sono arrivati alla loro quinta edizione, un bel traguardo! Raccontateci come sono nati. Come vi è venuta l’idea? Quando avete capito che era un progetto realizzabile?

[Dario Serpan] A me l’idea venne nel 2011, cioè quando Il Tirreno mi affidò la gestione di un blog dedicato alla scena musicale livornese, che si chiamava Arondeband. Proposi subito l’idea alla redazione, ma capii che dovevo aspettare che i tempi fossero maturi. Cosa che si verificò 2 anni dopo, quando ad Alessio Santacroce venne l’idea, dopo le serate Demo da lui organizzate, di lanciare i Demo Music Awards. Quindi ne parlammo assieme e io gli dissi: “Facciamo direttamente i Livorno Music Awards!“. L’evento nacque come una scommessa, ma dopo 5 anni siamo ancora qui, grazie a tutti coloro che ci hanno creduto e che partecipano all’organizzazione e allo svolgimento dell’evento.

[Alessio Santacroce] Diciamo che i LMA si possono definire figli di Demo e del superblog Arondeband. Una mattina mi venne in mente che sarebbe stato carino accendere i riflettori per qualche giorno sulla musica originale. Ne parlai subito con Dario e dalla sua reazione positiva capii che si poteva fare. Inizialmente in molti hanno storto la bocca, ma poi sia Il Tirreno che Toto Barbato (fondatore e anima del The Cage Theatre) hanno sposato l’iniziativa e l’evento è diventato un appuntamento fisso per tutte le band e gli artisti locali.

 

2) Qual è la difficoltà maggiore che avete incontrato nel creare e nel far andare avanti questo evento? Come l’avete superata?

Alessio Santacroce
Alessio Santacroce

[DS] A mio avviso la difficoltà maggiore sta nel capire quanto un evento di questo tipo porti giovamento e soddisfazione alle band: come riconoscimento per ciò che fanno tutto l’anno; come momento di incontro e scambio di intenti e progettualità; come promozione per il loro percorso e per la spinta ad andare avanti portando poi dentro l’evento una testimonianza capace di dare impulso ad altri gruppi.
Ed è una difficoltà che si rinnova ogni anno, perché il rischio di cadere nell’autoreferenzialità è alto quando si organizza un evento del genere. Ma limitarsi all’autocelebrazione avrebbe poco senso ed è lontano dai nostri intenti. Il mio mestiere è raccontare chi fa musica e, se vogliamo, i LMA sono anche un pretesto per farlo ancora di più, cercando ogni anno di dare visibilità a progetti diversi, per dare l’idea della ricchezza del movimento.

[AS] Ovviamente la partenza è stata semplice, l’ospite principale della prima edizione era Marina Rei e poi ci giocavamo la carta della novità. Nelle edizioni successive invece ci siamo sempre dovuti inventare nuovi modi per coinvolgere il pubblico. Direi che questa quinta edizione è stata la migliore, il The Cage era già tutto pieno alle 22.30. Non sto qui a raccontarvi le difficoltà che ci sono a mettere insieme tanti artisti, la giuria, le votazioni, credo che si possano facilmente immaginare e alcune volte mi verrebbe la voglia di mollare tutto, ma poi vedi il locale pieno e tutto passa.

3) Voi avete una visione d’insieme della scena musicale livornese già da molti anni, prima con le rubriche Demo&Dischi, Arondeband e il libro “In fondo, suona“, adesso con i Livorno Music Awards. Come sono cambiati la musica e i musicisti livornes

In fondo suona, di A. Santacroce e D. Serpan
Il libro sulla storia della musica a Livorno, scritto da Alessio Santacroce e Dario Serpan

i? Com’è cambiato il pubblico?

[DS] È cambiato il modo di fare musica. E anche il modo in cui chi fa musica si propone e promuove. Tutto ciò che concerne il sopravvento dell’era digitale e i suoi mezzi di espressione. Questo ha, da un lato, ampliato l’accessibilità alla musica, perché oggi puoi farti un disco in casa, ma dall’altro lato ha destituito il sacrificio, camuffando l’apprendimento con un livello di esperienza più superficiale. Non è un caso se Livorno sta accusando una carenza nel ricambio generazionale all’interno della scena musicale.

Di conseguenza è cambiato anche il pubblico, meno presente e meno portato ad affezionarsi, anche perché esposto a una sovrabbondanza di proposte che non aiuta.

[AS] Direi che sta nascendo un nuovo cantautorato che fa ben sperare per il futuro. Anche se purtroppo si sono sciolte molto band valide perché è sempre più dura trovare un pubblico che ti ascolta veramente.

4) A vostro parere, cosa potrebbe fare di concreto l’amministrazione comunale per sostenere la musica a Livorno?

[DS] Ascoltare la voce di chi fa musica è sempre un’ottima base di partenza. E poi evitare di fare promesse che non si è grado di mantenere. Mi ricordo quando, dopo la vicenda dei fondi Cavallotti del 2010, l’associazione Clap! propose al Sindaco di insignire Livorno del titolo di “Città della musica”, per cominciare un percorso finalizzato alla creazione di una rete tra le varie realtà del territorio, nonché di eventi e iniziative capaci di far emergere il movimento underground, oltre che all’individuazione di spazi per fare musica. Era un’idea bellissima sulla carta, ma rimase lettera morta. Un altro aspetto è la capacità di attrarre grandi eventi in città; su questo Livorno accusa un gap evidente rispetto ad altre città della Toscana. Basta guardare i programmi dell’estate 2017: chi vuol vedere grandi concerti deve spostarsi da Livorno. Ma non necessariamente è un male.

[AS] Concedere spazi alla musica originale durante i principali eventi cittadini, ma qualcosa si sta muovendo e credo che siamo sulla strada giusta.

 

Best song 2017
Le band premiate per la miglior canzone del 2017. Foto by www.sbtphotographer.eu

5) Come immaginate il futuro dei LMA e della scena musicale livornese?

[DS] Vorrei immaginarli insieme. Penso a un progetto che segua quotidianamente l’evolversi della scena musicale locale. Un contenitore di idee, racconti e proposte capaci di far sì che ci sia un maggiore coinvolgimento da parte dei musicisti stessi. Perché è per loro che è nato questo evento, e non avrebbe senso andare avanti senza la loro partecipazione. Detto questo, a me piacerebbe allargare i confini degli Awards alla Toscana, ma al momento rimane un sogno.

[AS] Come ho detto sul palco dopo la nostra esibizione, vorrei che nuove forze entrassero in campo per sostenere questo evento per il quale ci siamo battuti tutti gratuitamente al solo scopo di accendere i fari sulla nostra passione. Non è importante chi vince o chi è nominato, l’importante è dimostrare che ci siamo e che abbiamo ancora qualcosa da dire. Spero che le band tornino a riprendersi i palchi, i talent stanno morendo come tutte le mode, l’ispirazione vera non muore mai.

 

Pluto live
Pluto live

Un occhio sulla Musica a Livorno

Noi di Occhio Livorno siamo consapevoli dell’importanza della scena musicale livornese, una delle più attive d’Italia.

Per questo motivo abbiamo cercato di promuoverla con il progetto Livorno Acoustics, nato in collaborazione con il blog dei nostri amici di Livorno Artistica. Da un paio d’anni inoltre abbiamo instaurato una collaborazione anche con gli stessi Livorno Music Awards, offrendo i video di Livorno Acoustics come premio per le band emergenti, che sono attualmente in fase di registrazione e che presto potrete vedere sul canale YouTube.

Essendo anche Occhio Livorno un progetto senza scopo di lucro, nato e realizzato unicamente grazie alla passione dei suoi fondatori e del suo attuale nucleo di collaboratori, ci sentiamo molto vicini all’esperienza di Dario e Alessio con i loro Livorno Music Awards.

Per questo motivo ci teniamo a fare in modo di dare al loro progetto tutto il sostegno possibile, dato che lo consideriamo anche una grandissima occasione per promuovere in modo unificato l’intera scena musicale livornese.

 

 

 

 

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