LIVORNO ACOUSTICS – Matteo Ceccarini e Antonio Morelli (Baryonyx)

Foto Ass. fotografica “Il Salmastro”
I Baryonyx sono una band emergente molto interessante che rappresenta forse il miglior esempio di come sia possibile trovare la propria strada evolvendo il proprio stile man mano che si procede con la carriera. Da un iniziale alternative rock, la musica dei Baryonyx ha subito influenze di altri generi, arrivando a trasformarsi in un ottimo rock elettronico italiano. La band infatti è stata inserita in diverse compilation a livello nazionale ed internazionale a fianco di molti artisti importanti(Velvet, Modena City Ramblers e altri). Nel nostro video, girato all’interno del Silos delle Granaglie, ci presentano in versione acustica una nuova canzone ‘Mondo a Colori’ che siamo sicuri vi rimarrà in testa per giorni.









N.B. Prima di cominciare, ti avvisiamo che ogni intervista di Livorno Acoustics è suddivisa in due parti. La metà che leggerai qui di seguito approfondisce  gli aspetti legati al suo rapporto con le istituzioni e con la professione di artistamentre l’altra metà che potrai leggere su Livorno Artistica è incentrata sul processo creativo del cantautore.


1. Cosa pensi della scena musicale di Livorno?
MATTEO: Penso che a Livorno ci siano molti musicisti con talento da vendere, il problema è che in molti casi questi musicisti si sentono già arrivati illudendosi di essere artisti completi.
La realtà Livornese ha un giro tutto suo dove è possibile entrare con facilità e attingere da essa ispirazione. I BARYONYX infatti hanno collaborato con molti artisti livornesi per vari progetti e io ho stretto amicizie in campo musicale con persone che vedono la musica al mio stesso modo, che non si montano la testa, che si rispettano tra loro e che umilmente salgono ogni volta sul palco cercando nel loro piccolo di affascinare.

Foto Ass. fotografica “Il Salmastro”
2. Cosa pensi del pubblico livornese (relativamente alla musica)?
MATTEO: Diciamo che adesso la musica rock come la vedo io sta andando a morire, lasciando spazio alla musica elettronica moderna.
Di conseguenza anche gli ascoltatori diminuiscono e i locali dimezzano le loro entrate, preferendo far suonare le cover band al posto delle band con materiale inedito. Per me per risvegliare l’interesse dei Livornesi verso la musica rock, come quello di ogni altra persona anche fuori da Livorno, ci vogliono semplicemente più locali disposti a fare suonare molto e anche più etichette che investono completamente sull’artista, senza chiedere coproduzioni.

3. Quali opportunità offre Livorno ad un musicista emergente?MATTEO: La vita di un musicista nella nostra città è molto dura. A Livorno ci sono pochi locali che prendono delle belle iniziative e fanno partire dei progetti importanti per portare la musica indipendente degli artisti sul palcoscenico. Un peccato perché a Livorno ci sono molte band in gamba e con una grande voglia di fare e di mettersi in mostra. Inoltre esistono assai poche personalità di riferimento da cui attingere ispirazione.


Foto Ass. fotografica “Il Salmastro”
4. Quali sono i pregi o le peculiarità dei musicisti Livornesi? E quali i limiti o i difetti?
ANTONIO: I musicisti livornesi, come tutti quelli del resto d’Italia, si dividono tra disponibili alle collaborazioni e rivali senza pietà. Farsi la guerra tra band in una situazione come questa non capisco proprio a cosa serva. Gli artisti livornesi (non solo i musicisti) hanno un grandissimo pregio, che è quello dell’essere stravaganti, estroversi, divertenti, creativi come nessun’altro. Sappiamo farci apprezzare da tutto il mondo per le nostre creazioni. Cerchiamo di unirci tutti insieme. Chi vuole dividerci è perché se ne vuole approfittare. Io dico spazio all’arte e spazio a chi sa incantare con la musica.

5. Quanta influenza credi che abbia avuto Livorno (e i livornesi) sulle tue canzoni e sulla tua carriera?
ANTONIO: Nelle fasi iniziali direi che abbiamo avuto un’influenza importante dalla città, nel senso dei generi musicali più suonati tra i nostri coetanei. Col passare del tempo però ci siamo evoluti in un genere musicale che ci ha distaccati da Livorno avvicinandoci più a realtà del nord italia. Rimaniamo comunque molto legati alle nostre origini. Scrivere un pezzo sulla nostra città è un’idea che ogni tanto mi è passata per la testa, ma poi abbiamo anche pensato che ultimamente ne sono state scritte anche fin troppe e saremmo caduti nel banale. In futuro però non lo escludo. Se avessi vissuto in un altra città…dipende da quale città! Probabilmente le realtà metropolitane hanno più sbocchi professionali, ma è più alta la concorrenza ed è difficile emergere. Fondamentalmente penso che Livorno mi abbia fatto essere il musicista che sono nel bene e nel male quindi credo che sarebbe stata tutta un altra storia.

6. Quali sono le difficoltà economiche, burocratiche e istituzionali che un musicista emergente incontra (in generale e a Livorno in particolare)? Come le hai affrontate e, eventualmente, superate?
ANTONIO: Queste difficoltà sono presenti su tutto il territorio nazionale e non solo a livello musicale. Ritengo che la questione più importante da risolvere sia la tutela del diritto d’autore, che al momento non è gestita molto bene. Un’altra questione importante sarebbe la disponibilità dei locali a far suonare musica dal vivo, dando il giusto riconoscimento a chi presta questo servizio. Purtroppo chi gestisce i locali ha mille questioni burocratiche da risolvere a livello di permessi e di SIAE e finisce che non concede spazi nel locale o fa suonare con compensi veramente minimi. Purtroppo dobbiamo sperare che a livello amministrativo qualcuno si occupi della questione.

7. Come affronti quelle attività, collaterali a quella prettamente artistica, necessarie per promuovere la tua musica?
ANTONIO:
Nell’ultimo anno l’attività  di promozione l’abbiamo affidata alla nostra etichetta “Ghostrecord Label” di Leandro Partenza che gestisce anche l’attività di distribuzione attraverso “Crashsound Distribution”. Fino ad ora ci siamo sempre mossi nell’ambito  dell’underground ma con i nuovi lavori stiamo dando un taglio più commerciale: sotto questo aspetto ritengo che abbiamo trovato un valido appoggio con la nostra etichetta e credo che col nuovo progetto verrà  fuori un lavoro professionale. No resta che aspettare.
.

8. Cosa pensi dell’attività delle varie associazioni o enti culturali a Livorno?
Foto Ass. fotografica “Il Salmastro”
ANTONIO: Non voglio essere cattivo nei confronti della nostra città, ma ritengo che Livorno non offra grandi occasioni come festival e manifestazioni, né tantomeno come produzioni discografiche. Per farla breve, se non rientri nei giri giusti o suoni il solito genere musicale (senza fare nomi, è già abbastanza chiaro così) a Livorno sei fuori. Non c’è cultura della “fratellanza musicale” che invece ho trovato in altre città dove, paradossalmente, la cultura musicale sarebbe ben più scarsa della nostra. Dovremmo fare tutti gioco di squadra, invece di farci la lotta l’uno contro l’altro.

9. Livorno presenta sufficienti servizi per la cultura (in particolare per la musica)?
ANTONIO: La risposta a questa domanda non è semplice. A livello nazionale l’unico percorso certificato a livello musicale sarebbe quello del conservatorio, ma per chi vuol fare musica moderna non sembrerebbe una scelta percorribile (poi ognuno decide a modo suo). A Livorno ci sono molte realtà di studi di registrazione, alcuni più professionali di altri, sale prova e anche scuole di musica di livello primario. Però per trovare accademie musicali rinomate o studi di registrazione professionali ritengo ci si debba spostare in altre città (Firenze, Milano, Roma …).

Foto Ass. fotografica “Il Salmastro”
10. Concludiamo con un appello al nuovo consiglio comunale e al nuovo sindaco Nogarin, dal quale tutti ci aspettiamo grandi cambiamenti soprattutto nel settore culturale. Di cosa hanno bisogno i musicisti livornesi per vedere valorizzato il proprio talento?
MATTEO E ANTONIO: Questo avvenimento politico potrebbe essere una buona occasione per cambiare le carte in tavola a livello artistico, locale e non. L’ultimo vero evento musicale di grande importanza è stato l’Italia Wave, qualche anno fa, di cui l’ultima edizione è stata di scarso rilievo. Se dovessimo dare un suggerimento alla nuova amministrazione direi di organizzare non uno ma molti eventi artistici visto che la nostra città propone veramente tanti artisti. Possibilmente, aggiungerei, dando spazio a tutti contrariamente a come è successo negli ultimi anni. Fino ad ora qualche evento locale che promuovesse i nuovi talenti è già stato fatto, però sempre da singoli, spesso senza grandi sponsor alle spalle. Dovremmo ripartire da questi esempi però in larga scala.










Comment

There is no comment on this post. Be the first one.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: