LIVORNO ACOUSTICS – Francesca Manteri (Bruise Gretel)

Foto Ass. fotografica “Il Salmastro”

In questa intervista conosciamo meglio una cantautrice rock livornese, Francesca Manteri (alias Frances Farmer), che con le sue Bruise Gretel, band grunge tutta al femminile, si sta facendo conoscere e apprezzare nella scena musicale livornese. Con lei abbiamo girato il video della sua “Fulyff” davanti al complesso dell’ex stabilimento Pirelli, probabilmente uno dei luoghi di Livorno con più potenzialità se venisse adeguatamente valorizzato.

N.B. Prima di cominciare, ti avvisiamo che ogni intervista di Livorno Acoustics è suddivisa in due parti. La metà che leggerai qui di seguito approfondisce  gli aspetti legati al suo rapporto con le istituzioni e con la professione di artistamentre l’altra metà che potrai leggere su Livorno Artistica è incentrata sul processo creativo del cantautore.



1.Cosa pensi della scena musicale di Livorno?

Foto Ass. fotografica “Il Salmastro”

Livorno ha una scena musicale molto fervida, mossa principalmente dal fatto che è una città in cui c’è sempre stato ben poco da fare. Penso che, come a Seattle tra la metà e la fine degli anni ’80, la nascita di così tante band sia dovuta al fatto che qui di concerti se ne vedevano ben pochi (una cosa che comunque è cambiata notevolmente negli ultimi anni) per cui c’è stata l’esigenza di inventarsi qualcosa. C’è molta empatia tra le band cittadine, se avessi partecipato a “Tutti sul palco” di giovedì scorso all’ex caserma occupata, ti saresti reso conto di quanto sia forte l’empatia e la collaborazione. C’è molta diffidenza all’inizio, è come lo straniero che entra nel tuo territorio, ma poi lo conosci e ti senti un cretino per essere stato diffidente! E direi che più che legata alle tendenze musicali è una scena di band che fanno il genere che gli piace senza pensare a cosa va di moda ora o cosa no.

2.Cosa pensi del pubblico livornese (relativamente alla musica)?
Non penso che ci sia tutto questo disinteresse. Anzi, nonostante il pubblico livornese sia quello che si vergogna di più a mostrarti il suo apprezzamento durante il live, vedo molto più interesse per la musica inedita che per le cover-band.

3.Quali opportunità offre Livorno ad un musicista emergente?
La prossima domanda?! Grazie!

4.Quali sono i pregi o le peculiarità dei musicisti Livornesi? E quali i limiti o i difetti?
Non ti posso rispondere, non giudico di solito l’operato degli altri e non credo che i musicisti livornesi siano più speciali di quelli di una qualsiasi altra città.

5.Quanta influenza credi che abbia avuto Livorno sulle tue canzoni e sulla tua carriera?
No, non credo che Livorno mi abbia mai influenzato nel modo di scrivere. Ma forse se fossimo state in una città come Milano o Roma avremmo avuto sicuramente più visibilità.

6.Quali sono le difficoltà economiche, burocratiche e istituzionali che un musicista emergente incontra (in generale e a Livorno in particolare)? Come le hai affrontate e, eventualmente, superate?
Le difficoltà economiche sopraggiungono per tutti i musicisti indipendenti che, non avendo una casa discografica forte alle spalle, se vogliono registrare un disco devono tirare fuori tutti i soldi di tasca propria (dal cachet dello studio, alla stampa, alla promozione, al merchandise). Ma Livorno con questo non c’entra niente, in questo senso tutto il mondo è paese.

Foto Ass. fotografica “Il Salmastro”

7.Come affronti quelle attività, collaterali a quella prettamente artistica, necessarie per promuovere la tua musica?
Noi faciamo tutto DIY (Do It Yourself), ma sinceramente non so risponderti con precisione perché di solito non me ne occupo io. Non abbiamo agenzie di booking che ci supportano, cerchiamo le date da sole e contattiamo personalmente i locali principalmente tramite internet.

8.Cosa pensi dell’attività delle varie associazioni o enti culturali a Livorno?
Non so cosa risponderti perchè non ci siamo ma trovate a collaborare con associazioni.

9. Livorno presenta sufficienti servizi per la cultura (in particolare per la musica)?
Se si parla di servizi per la cultura in senso stretto del termine e quindi istituzionale, ti posso dire con certezza che sono praticamente inesistenti. Per quanto riguarda invece tutto il resto e considerando il fatto “se non c’è, ce lo facciamo da soli”, la città pullula di queste cose. Però davvero parliamo di realtà culturale a Livorno? Quella proprio si ferma a “Alé Livorno alé” e me ne vergogno davvero tanto. Qui il più ignorante è il più figo.

10. Concludiamo con un appello al nuovo consiglio comunale e al nuovo sindaco Nogarin, dal quale tutti ci aspettiamo grandi cambiamenti soprattutto nel settore culturale. Di cosa hanno bisogno i musicisti livornesi per vedere valorizzato il proprio talento?

Foto Ass. fotografica “Il Salmastro”

Di sé stessi. Non esiste al mondo che un musicista per farsi conoscere debba appellarsi a chi detiene il potere, di qualsiasi schieramento sia. Certo gli ideali ce li abbiamo tutti e le canzoni su di essi le abbiamo scritte tutti, ma c’è una bella differenza tra il credere in qualcosa e permettere ad uno schieramento politico di entrare a far parte del tuo processo creativo. Perchè lo sai, quando ti danno qualcosa poi vogliono qualcosa in cambio.







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