La Livorno che doveva essere

Foto di Livornodailyphoto

Occhio Livorno compie tre anni, e quest’anno invece di fare una riflessione sul blog vorrei farne una sulla città. Oggi come allora, Occhio Livorno vive per ospitare riflessioni su Livorno e raccontarne stralci di vita vissuta per ripensarla. Vediamo quindi quanto di quello che ci auguravamo per la nostra amata città è stato fatto, quanto non si sarebbe dovuto fare e quanto invece c’è ancora da fare.

In questi anni sono state dette tante cose, noi abbiamo sempre dato la nostra opinione e proposto eventuali idee, dando vita così ad una Livorno reimmaginata.

La Livorno che sarebbe dovuta essere era ai nostri occhi una città a misura dei giovani, che teneva conto delle loro esigenze e non rimaneva ostaggio degli interessi di elettori anziani. La Livorno che è diventata è una città che invece ancora fatica a praticare e trovare una convivenza fra anziani e giovani; in questi anni alcuni locali sono stati chiusi (tra tutti la discoteca in Fortezza), ma altri invece sono stati aperti e qui non possiamo non citare il Surfer Joe. 
La Livorno che sarebbe dovuta essere era una città aperta alla cultura con un museo cittadino e con gli altri finalmente rivalorizzati. La Livorno come è adesso è una città con problemi nei soliti musei e un cantiere ancora aperto. 
La Livorno attuale ha finalmente una Fortezza Vecchia ed una Nuova aperte.
Nella nostra Livorno ripensata c’erano molti eventi culturali ed Effetto Venezia non era più un evento provinciale e limitato, ma un evento che richiamava avventurieri da fuori. La Livorno che è, invece, è una città con lo stesso numero di eventi e con lo stesso stanco Effetto Venezia.

Avevamo però immaginato un Festival dell’Umorismo e a Settembre ci sarà effettivamente un Festival dell’ironia. La città che avremmo voluto aveva un assessore alla cultura disposto ad ascoltare i giovani cittadini o quanto meno a rispondere alle loro domande. La Livorno di questi tre anni non pare ancora aver conosciuto questo tipo di assessore. La Livorno che non doveva essere avrebbe sacrificato una delle sue piazze più interessanti all’edilizia, ma per fortuna la nuova amministrazione ha fermato lo scempio che si era intenzionati a fare in Piazza del Luogo Pio.

Foto da iltirreno.geolocal

La Livorno che non volevamo aveva cementificato una sua collina per costruire un nuovo polo ospedaliero e, meno male, il pericolo sembra essere scongiurato. 

La nostra Livorno aveva ritrovato la sua vocazione come importante scalo portuale e se anche per scaramanzia eviterei di dirlo ad alta voce, pare che ci stia riuscendo.

La Livorno che volevamo aveva riscoperto le sue tradizioni e incoraggiava i suoi talenti, ma in questo sembra fare ancora tanta fatica ad oggi, come lascia intendere la poca affluenza all’ultimo palio e alla Coppa Risi’atori.
La Livorno che volevamo non era martoriata dal traffico, ma aveva più aree pedonalizzate e i suoi cittadini avevano smesso di interessarsi solo alle buche nell’asfalto e a parcheggiare a casaccio, ma la situazione pare immutata.

Foto di Quilivorno.it

Livorno finalmente riconosceva il genio indiscusso di Modigliani e i cittadini e le amministrazioni si impegnavano finalmente a onorarne la memoria, la Livorno di oggi sembra riuscirci sempre più spesso grazie a iniziative nate dal basso.
La Livorno che volevamo era una città in cui i suoi abitanti si univano per l’interesse comune, mettendo da parte le esigenze individuali, e la Livorno che è ha dato la prova di esserne capace, come dimostra la realizzazione del progetto dei Camminatori Folli, la solita Livorno invece è quella che porta il figlio al parco e se ne frega se questo danneggia un’altalena nuova per i disabili.
La Livorno che non volevamo era quella che non continuava a nascondersi dietro ironia e sarcasmo, soprattutto a livello istituzionale, ma ad oggi l’assessore Lemmetti e la sua maglietta ci dimostrano che così non è. La Livorno che volevamo si affacciava all’esterno delle proprie mura, attraverso figure competenti e preparate, la Livorno attuale pare cominciare a riuscirci grazie all’operato dell’assessore Perullo.
La Livorno che volevamo aveva tutta la costa accessibile e degli stabilimenti balneari rinnovati e aperti alla città tutto l’anno, la Livorno attuale ha trovato un compromesso scadente e umiliante per garantire l’accesso al mare.
La Livorno che volevamo aveva un’amministrazione audace, pronta anche a sbagliare piuttosto che continuare sulla solita strada e restare immobile, la Livorno che è ha un’amministrazione i cui sbagli più grossi sono quelli commessi sulla falsa riga di quelli passati. 

Quella che si delinea è una città che deve ancora cambiare molto ma che piano piano, nonostante le sue contraddizioni, sembra iniziare ad intraprendere questa strada. Una cosa è certa, qualunque futuro attenda Livorno, noi cercheremo sempre di continuare a far sentire le nostre voci e dare spazio a chiunque ami la città e la desideri vedere valorizzata. Quindi se non vi siete ancora stancati di sperare in un cambiamento positivo per la città, continuate a seguirci.

Ako

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