Il palazzo delle volontà non rispettate !!

Foto “in prestito ” dal sito www.livornonow.com/

Questo nella foto è il Palazzo Santa Elisabetta, un elegante edificio che si affaccia su piazza Attias, costruito alle soglie dell’Unificazione d’Italia e restaurato negli anni duemila, dopo un lungo periodo di abbandono.

Il palazzo serio e imponente nella sua semplicità, riprende i caratteri del Rinascimento fiorentino.
Divenuto di proprietà  della duchessa Adriana Poli di Monteaperto, vi organizzò un riconosciuto salotto letterario, frequentato da intellettuali.
Come ricorda la lapide apposta sulla facciata, la duchessa volle donarlo al Vescovado e al Comune di Livorno, a condizione che i suoi proventi fossero utilizzati per le necessità dei giovani studenti.

Come si evince , da un’articolo del Tirreno online del  21 Febbraio 2012,  di Juna Goti, esso è al centro di un contenzioso fra il comune e la diocesi. Pare infatti, che l’imprenditore Saporito, che ha firmato la concessione per sfruttare il palazzo , non abbia pagato l’imposta ICI al comune di Livorno, che si è rivalso quindi sulla Diocesi, erogatrice della concessione. Saporito, siglando un accordo di oltre 2 milioni di euro nel ’92, si è accollato le spese per il restauro e le tasse, in cambio della gestione di diversi vani, come la galleria al piano terra e diversi locali adibiti ad uffici e appartamenti. La vicenda ha visto  il conseguirsi di vari ricorsi in tribunale e agli uffici competenti, ma a oggi, sembra cristallizzata, per colpa dei lunghi tempi processuali e di insidiosi cavilli.



Non sono però le cause processuali a interessarmi, bensì vorrei richiamare la vostra attenzione su un altro aspetto. Come fortunatamente ci ricorda la targa, il lascito della duchessa era vincolato alla sua volontà, che i proventi derivati da esso, fossero impiegati per le esigenze dei giovani studiosi. 


Nella concessione stipulata con Saporito, si parla di un contributo  diretto ai giovani seminaristi e studenti, di 5.000 € (si parla di borse di studio). Gli eredi della duchessa si sono lamentati più volte di questa mancanza nei confronti della sua volontà.
Possibile che si permetta tutto questo? 
Un immobile che ha mosso interessi  del valore di oltre 2 milioni di €, riesce a generare introiti così esigui?
Si potrebbe tranquillamente destinare alcune abitazioni e stanze, come alloggio per gli studenti fuori sede, che frequentano corsi di studio a Livorno (e anche a Pisa) e anche svariati uffici.
Spero vivamente che l’articolo riporti informazioni sbagliate, perché se così non fosse, si potrebbe pensare che gli interessi e la speculazione abbiano avuto la meglio sulla volontà e il buon senso. Una mossa scorretta, tanto più che perpetuata contro i giovani studenti, categoria che deve essere quanto più tutelata. Ancor peggio,se si pensa che i protagonisti sono il Comune e la Diocesi, il primo come ente pubblico e il secondo come soggetto religioso, dovrebbero tutelare gli interessi dei giovani cittadini.
In tal caso , si potrebbe come cittadini firmare e attivare qualche petizione , da presentare anche agli eredi della duchessa .

Ma non avendo notizie più precise , il condizionale resta comunque d’obbligo .
Vi promettiamo dunque , che faremo il possibile per informarci con precisione , sullo stato attuale delle cose ( e ovviamente invitiamo chiunque sia in posesso di informazioni , a contattarci)

Restate con noi

Ako

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  • Grazie della visita ,ricambierò.
    Ako
  • mi piace molto il tuo blog...mi fa piacere se mi fai sapere cosa ne pensi del mio..grazie!!kiss kiss
    http://eccentricvintage.blogspot.it/

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