C’era una volta il lungomare…

Foto di livornodailyphoto.blogspot.it

Quella che voglio raccontarvi oggi è la storia di un luogo centrale per la città di Livorno, un luogo dove fare una passeggiata durante i pomeriggi soleggiati, un luogo dove ripararsi dalla brezza marina o dove chiacchierare davanti ad un caffè con la famiglia.

E allora lasciamo che la favola inizi.

C’era una volta il lungomare di Livorno..

O meglio un progetto per il lungomare di Livorno, che a partire dalla fine degli anni novanta avrebbe dovuto riqualificare la passeggiata storica e restituire ai livornesi una parte fondamentale della loro città. Fu così che vennero interpellati progettisti e architetti di fama internazionale per porre fine al degrado dilagante.

Si decise di sostituire le vecchie e decadenti baracchine con altre sei strutture a formare tre piazzette all’altezza dei tre scorci sul mare: l’acquario, il moletto Nazario Sauro e lo Scoglio della Regina; creando un passaggio tra la passeggiata del Viale Italia e quella del lungomare. Su progetto di Cristiano Toraldo di Francia tra il 2002 e il 2004 vennero costruite le sei baracchine destinate a ristoranti, locali e negozi, con strutture geometriche di legno, acciaio e vetro.
Ma subito dopo l’inaugurazione ecco che sorsero i primi problemi: infiltrazioni d’acqua, ascensori bloccati e scale inagibili. Si decide perciò di chiudere le “torrette” ai primi piani, che avrebbero dovuto rappresentare una delle maggiori attrattive delle baracchine stesse. Molti le immaginavano illuminate nell’orario dell’aperitivo con tavolini pieni di persone che ammiravano il tramonto da quel punto di vista privilegiato e invece niente: chiuse a tempo indeterminato ed utilizzate al massimo dai gestori come deposito.

Ma nonostante questo primo intoppo, la vita delle baracchine continuò tra consensi e qualche protesta, brulicanti di frequentatori livornesi e turisti. Fin quando nel 2008, se non vado errando, si decise di vietare agli esercizi di fare musica poiché superavano i limiti di legge e al posto di porre rimedio insonorizzando o girando gli altoparlanti o qualunque altra soluzione tecnica, il Comune, spinto da comitati cittadini, decise di ritirare il permesso. Credo che sia stato questo l’inizio del declino delle baracchine, i cui locali uno dopo l’altro cominciarono a chiudere i battenti: bar, ristorante e panineria, eliminando, ovviamente, posti di lavoro. 
Ad oggi molti dei locali risultano vuoti e abbandonati, compromettendo l’aspetto d’insieme delle piazzette. Ma lo stato d’abbandono non coinvolge solamente le baracchine chiuse ma anche le restanti che non sembrano curarsi particolarmente del decoro intorno alla struttura. Basta dare un’occhiata ai “retrobottega”.

Nel 2013 le baracchine, dopo anni di cause legali, trovarono un accordo con il Comune che, a fronte di un affitto più caro, si assumeva il fardello della manutenzione straordinaria, come il problema delle infiltrazioni da risolvere (non ho notizie riguardo a lavori effettuati in merito). Mentre i locali dovevano provvedere a rimuovere tutte quelle strutture abusive esterne istallate per l’inverno e aspettare un legale permesso. 
Ma tra contatori aperti, cestini rotti, recinzioni sommarie, cartelli di vietato accesso e scritte sui muri, parcheggi improbabili, passeggiata lungomare invasa da automobili e motorini e convivenza tra biciclette e pedoni, la vita sul lungomare di Livorno continua il suo corso. In attesa dell’apertura dello Scoglio della Regina, che potrebbe aumentare il numero di frequentatori.

C’è chi proponeva di demolirle e tornare all’assetto iniziale, c’è a chi piacciono, c’è chi dice di ristrutturarle, chi di chiuderle, chi di concederle per aprire negozi di lusso per i turisti, tutti sembrano avere un’opinione sulle baracchine del Viale Italia.
E il finale?
Probabilmente le baracchine continueranno a essere frequentate, ma il loro alto potenziale resterà sopito. Tuttavia c’è la possibilità di assicurarci un lieto fine e prima vorrei aprire una breve parentesi nella nostra storia. Questa parentesi si chiama Surfer Joe. Un esempio più che positivo per la città di Livorno che offre molte attività, oltre alla semplice somministrazione di cibi e bevande, proposte di intrattenimento di qualità, tra musica e proposte innovative, frequentato da giovani e non, famiglie e gruppi di amici, senza i soliti problemi che si riscontrano i altri luoghi della movida livornese (come va di moda chiamarli ora). Un locale che ha saputo differenziare la sua offerta, sempre vibrante e frequentato da molti. 
Ecco, come immagino le piazze del lungomare di Livorno, vibranti, ricche di vita, di vociare e risate. Sia il pomeriggio che la sera. E non una landa spesso desolata. 
Delle vere piazze, luoghi di incontro e di spettacoli, con eventi organizzati, bancarelle, musica e artisti di strada, con negozi e locali vicino. E soprattutto sarebbe opportuno inserire tutte le attività presenti nel tratto di Viale Italia in un sistema in cui le specificità della singola attività vengano esaltate ed in grado di creare e organizzare eventi o iniziative organiche. Livorno si vedrebbe restituita del lungomare, pensando anche ad altre migliorie: la riqualifica del blocco di fronte alla Terrazza Mascagni, già di per sé di dubbio gusto e in più da anni in degrado; oppure come la costruzione di un parco giochi, al momento inesistente, magari proprio accanto all’area attrezzata

per gli esercizi fisici, presa d’assalto dai bambini nonostante non sia sicuro per il gioco e nemmeno particolarmente igienico.

Perché, vista la vicinanza con l’acquario, non prevedere un’area giochi sicura a tema marittimo?

E a chi solleva, legittimamente, il problema parcheggi ricordo che nella nuova area di Porta a Mare c’è un grosso parcheggio sotterraneo, oppure si potrebbe pensare di destinare almeno una parte dell’ormai ex deposito ATL a parcheggio, data la sua vicinanza al Viale Italia. 
Si darebbe un altro ruolo al Viale Italia, oggi arteria principale della città, non un luogo di passaggio, ma una meta, così come fu nel corso degli anni.

… e vissero felici e contenti





Fede e Ako

0 Comment

  • Sono d'accordo con te, tranne per il fatto che il livornese medio sia contento della situazione attuale. Credo più che si continui a fare l'interesse di pochi, purtroppo.
  • Marco
    Credo che sia difficile trovare da altre parti un lungomare così spento nel periodo estivo. Locali di dubbia qualità (l'articolo dice già tutto), iniziative culturali e di intrattenimento che si contantano sulla punta delle dita, attrattività verso le zone della Toscana adiacenti molto bassa. Questa città troppo spesso manca proprio della mentalità e della cultura per provare a fare qualcosa di innovativo e magari di livello un po' più alto. Ma al livornese medio va bene così, odore di fritto di pessima qualità, ciabattata in infradito e via, sempre uguali a noi stessi.

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