Il caso Aamps: dagli inizi a oggi

La situazione della gestione dei rifiuti a Livorno è in costante peggioramento negli ultimi anni.

Sulle prime pagine dei giornali si trovano spesso notizie riguardanti “il caso Aamps”, ma siamo sicuri di sapere cos’è?

Per cercare di comprenderne meglio il significato ci siamo avvalsi delle competenze di Andrea Romano, ex consigliere comunale e Presidente della VI Commissione consiliare riguardante ambiente, viabilità e sicurezza del Comune di Livorno.

 

veicoli aamps

 

Perché AAMPS stava per fallire?

Per comprendere a fondo la situazione di Aamps e le sue prospettive future è necessario ricostruire a grandi linee il percorso attraverso il quale l’azienda è arrivata sull’orlo del fallimento.

Certamente tale epilogo è in parte dovuto alla gestione incredibilmente inefficiente della riscossione della tariffa, ma problemi di questo tipo (anche se non raggiungono l’abnorme livello livornese) si verificano quasi ovunque.

Altrettanto vero è che l’azienda è stata danneggiata da altre inefficienze più o meno imposte dalla proprietà per calcoli politico-elettorali, ma anche questo è un tarlo (comunque ingiustificabile) che è stato presente quasi ovunque nelle aziende di pubblico servizio, senza per questo provocare il crack finanziario (al massimo un incremento dei costi).

È interessante allora soffermarsi sulle due scelte strategiche dell’azienda che si sono susseguite negli ultimi decenni, rivelatesi disastrose non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sotto il profilo economico-finanziario.

inceneritore aamps livorno
L’inceneritore AAMPS a Livorno

Fino a qualche anno fa Aamps gestiva la discarica di Vallin dell’Aquila al Cisternino, che ovviamente una volta chiusa ha rappresentato una zavorra per l’azienda e per il Comune proprietario, a causa dei costi di bonifica milionari.

Nel frattempo, Aamps ha puntato tutto sull’inceneritore del Picchianti che finanziariamente si è rivelato un problema ancora maggiore:

  • costi crescenti per la manutenzione,
  • necessità di contrarre mutui con le banche,
  • smaltimento delle ceneri a caro prezzo,
  • raccolta differenziata bloccata dall’esigenza di dover alimentare l’impianto, con mancato incasso dei corrispettivi riconosciuti dai consorzi del riciclo, senza contare le penalizzazioni tariffarie previste per chi non raggiunge i livelli di differenziata fissati dalla legge.

Quando nel 2011 si è chiuso pure il rubinetto dei contributi pubblici (dichiarati illegittimi dall’Europa) per gli inceneritori, il buco si è allargato fino a diventare ingestibile.

Cosa è stato fatto per rimediare?

Nessuno degli amministratori nominati dalla politica ha mai avuto le specifiche competenze ed esperienze necessarie per affrontare una situazione del genere.

Per questo motivo non si è voluto o saputo riconvertire velocemente l’azienda ad una gestione rivolta al riciclo anziché allo smaltimento.

Per di più il PD ha tentato di imporre al territorio l’apertura di nuove discariche sulle colline e l’ampliamento dell’inceneritore, per favorire le solite lobby più o meno trasparenti.

In questo caos, comprensivo anche di una maxi inchiesta penale incredibilmente lenta, si è arrivati al concordato preventivo: mossa dell’attuale sindaco Nogarin fatta probabilmente anche per legare la gestione aziendale al controllo della magistratura.

La presenza nel nuovo c.d.a. di Paola Petrone, che a Milano è riuscita a realizzare la raccolta porta-a-porta più estesa d’Europa, potrebbe essere una novità positiva che rompe una tradizione di incompetenza.

 

 

Anche se il piano industriale conferma tragicamente la presunta “necessità” di mantenere acceso l’inceneritore, perenne fonte di guai per la città, la speranza è che l’allargamento del porta-a-porta a tutto il territorio e la crescita della raccolta differenziata, con i risparmi ed i guadagni ad essa collegata, porti rapidamente allo spegnimento anticipato dell’impianto, risolvendo in un sol colpo un problema finanziario ed uno, ancora più urgente, riguardante la salute dei cittadini.

Raccolta differenziata a Livorno: le vostre opinioni

Cosa ne pensate della raccolta differenziata messa in atto dal comune su parte della città?

Nel vostro quartiere è già attiva? Funziona?

Come potrebbe essere migliorata?

Fatecelo sapere nei commenti, qui sotto!

 

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