Occhio fuori Livorno: la casa natale di Verdi

Con la rubrica Occhio fuori Livorno vogliamo portarvi a scoprire luoghi, fatti e progetti interessanti, in altre città, che possano rappresentare un esempio o uno spunto per ciò che invece vorremmo accadesse nel nostro territorio.

casa natale verdi

In una piccola cittadina nella provincia di Parma, c’è una casa, che a prima vista non sembrerebbe offrire molto, ma che invece all’interno delle sue mura svela qualche sorpresa ed è diventata meta di pellegrinaggio per tutti gli amanti della musica. Oggi vi parliamo della Casa Natale di Giuseppe Verdi, a Busseto: un esempio virtuoso di casa museo, e a Livorno?

Busseto è la cittadina che ha visto nascere e  interessarsi alla musica il compositore Giuseppe Verdi. Essa custodisce molti altri luoghi importanti per ripercorrere la sua vita, come la Chiesa dove da giovane cominciò a prendere dimestichezza con la musica, altre case da lui abitate e il teatro a lui dedicato. Ma la casa natale, a prima vista una semplice abitazione di campagna, è sempre stata il luogo preferito da coloro che si dedicavano alla visita dei luoghi verdiani.

Già nel 1901 infatti era stata dichiarata Monumento Nazionale e, sebbene fosse abitata fino al 1980, in molti vi si recavano in visita. Per tale motivo nel 2001 si decise di intervenire con un primo restauro e una prima musealizzazione. Tale allestimento aveva suscitato qualche polemica, poiché si era optato per un blando allestimento delle stanze, con mobilia che evocasse le supposte funzioni della casa all’epoca in cui era vissuta dalla famiglia Verdi, supposte, perché di quel periodo non ci sono documenti e fonti certe.

Nel 2012, in vista del bicentenario della nascita, si decise di dare un nuovo allestimento museale (qui il sito ufficiale), questa volta con l’intento di coinvolgere diversi ambiti disciplinari e avvalendosi di sofisticate tecnologie multimediali, per restituire il clima, il contesto e la cultura degli inizi dell’800, per raccontare l’infanzia di Giuseppe Verdi, puntando su un pubblico molto eterogeneo.

Gli ambienti continuano ad essere allestiti con pochi elementi, appena sufficienti per suggerire le funzioni delle stanze, ma all’inizio della visita ogni visitatore riceve un tablet e delle cuffie con cui si accede a una mappa del percorso nella quale sono indicati i punti sensibili di ciascuna stanza. Ad esempio, si può essere guidati dall’ombra del piccolo Verdi, oppure si possono attivare dei video con documentazione storica, ricostruzioni della vita del  giovane Verdi interpretate da attori; fra le altre  tecnologie il museo ricorre al suono binaurale, una speciale tecnica di diffusione del suono in 3D, proiezioni che interagiscono con gli oggetti reali nella stanza, videomapping all’esterno, un touchscreen all’entrata, e perfino la possibilità di suonare, tramite il tablet, la piccola spinetta  su  cui si  è allenato il giovane compositore.

Fra gli spazi si ritrovano la cantina  con video  dell’infanzia – la famiglia Verdi era infatti  una famiglia  di osti -, ma anche video sui processi di vinificazione e inerenti  alla storia di inizio secolo; la stanza della filatura che permette di conoscere la madre  di  Verdi; il sottotetto dedicato a contenuti sulla musica, affacciandosi sulla chiesa dove si allenava; la camera della nascita; la stanza  della spinetta, ma anche una galleria con fotoriproduzioni dell’epoca e documenti sull’infanzia di Verdi. Il tutto per restituire un senso agli ambienti della casa, di cui, non potendo essere certi del mobilio originale, si è preferito soddisfare l’immaginario collettivo e le aspettative del pubblico, non tralasciando l’aspetto ludico e didattico.

Se mentre vi  abbiamo raccontato di questa casa museo vi è venuto in mente che qualcosa potrebbe essere applicato a Livorno, allora abbiamo avuto la stessa idea! 

Pensate alla casa natale di  Modigliani, di cui attualmente è musealizzato solo il piano nobile, con strette modalità  di visita e poco conosciuta e valorizzata, o alla  Villa Mascagni, in vendita, e che custodisce ancora molti  cimeli appartenuti  al  maestro, e pensate a come potrebbero avvalersi di soluzioni come quelle  che abbiamo visto a Busseto.

Foto tratte da www.casanataleverdi.it

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