Intervista ad Andrea Romano: la giunta Nogarin

Andrea RomanoA metà mandato dell’amministrazione pentastellata guidata da Nogarin, abbiamo deciso di fare il punto della situazione. Per farlo abbiamo incontrato Andrea Romano, classe ’76,  ex consigliere comunale Idv, con alle spalle una solida esperienza politica, che continua a portare avanti commentando e seguendo la politica livornese, con la libertà intellettuale che lo ha sempre contraddistinto. E lo ha fatto anche confrontandosi con noi.

Buongiorno Andrea, mi dispiace iniziare subito con una domanda forse un po’ banale, ma fondamentale: Perché i livornesi, secondo te, hanno deciso di cambiare rotta scegliendo il Movimento 5 Stelle nelle ultime elezioni?

Pur essendo stato molto critico con la precedente giunta, con scontri politici che sconfinarono negli attacchi personali nei miei confronti, stento a giudicare la vittoria del M5S solo come la conseguenza di una volontà dei livornesi di cambiare rotta. A mio avviso, in realtà hanno giocato un ruolo fondamentale sia la generale disaffezione dalla politica, infatti sia al primo turno e soprattutto al ballottaggio si verificò un forte astensionismo, sia le divisioni interne al PD che fecero pendere il conteggio finale dei voti a favore di Nogarin. Le responsabilità sono comunque da attribuirsi al PD e alla fallimentare amministrazione uscente che in nome degli equilibri nazionali (era il periodo dei governi Monti e Letta) e degli interessi locali (discarica del Limoncino e altri progetti folli) fece a pezzi l’alleanza di centrosinistra, che permise a Cosimi di vincere per un soffio al primo turno nel 2009. La frettolosa e tardiva ricomposizione dei cocci nel 2014 non bastò ad evitare la disfatta.

Qual è la realtà con cui si sono dovuti interfacciare? Quali sono i casi più spinosi che hanno dovuto affrontare?

Abbiamo di fronte una nuova maggioranza che, da un lato, riempie di complimenti i predecessori per i conti in ordine che hanno ereditato nel bilancio comunale, dall’altro, li accusa di aver gonfiato di debiti le aziende partecipate come Aamps. Dovrebbero mettersi d’accordo con loro stessi, perché aziende e Comune fanno parte di una realtà unica, almeno finché si parla di imprese 100% comunali come Aamps. Tappare quei buchi che sono stati trascinati penosamente fino al 2014 è sicuramente la questione per loro più spinosa, quindi non si comprendono certi scambi di salamelecchi con la precedente giunta.

Credi ci sia stata una vera rottura con il passato? E se sì, con cosa in particolare?

Le famose “5 stelle” del programma grillino riguardavano quasi tutte l’ambiente: rifiuti-zero, mobilità sostenibile, energie rinnovabili e così via. Finora non si sono viste rivoluzioni rispetto al passato, anche se indubbiamente al comando non c’è più una giunta che prova a propinare al Consiglio comunale e alla città veri e propri orrori come la discarica sulle colline, il mega-inceneritore, le centrali a biomasse in porto e così via. Almeno quella tendenza a distruggere ulteriormente la qualità della vita per qualche miserabile speculazione mi pare sia sfumata.

Ritieni che Nogarin abbia mantenuto le promesse e le aspettative suscitate in campagna elettorale?

Non ricordo chiaramente quali furono le loro promesse elettorali, rileggendo il loro programma si nota tra le righe una buona dose di astuzia, visto che si tennero quasi sempre sul vago. Sicuramente hanno bloccato il nuovo ospedale in via Mondolfi, un’opera che non criticai tanto per la collocazione, quanto per la modalità di realizzazione, che affidava all’investitore privato tanti servizi. Per il resto mi aspettavo da Nogarin un’accelerata importante sulla “green economy”, quella che crea tanti posti di lavoro nel rispetto dell’ambiente e della salute pubblica, ma non si è ancora visto niente di concreto.

Quale azione politica dell’attuale amministrazione può essere considerata un successo? Mentre, c’è stato un provvedimento che ti ha fatto “rimpiangere” il vecchio PD?

Il M5S ha sventolato al mondo il concordato Aamps come il suo principale, se non unico, successo a Livorno. Io non la penso così, perché alla fine vengono comunque ripianati i debiti grazie alla tariffa, senza cercare i responsabili di un buco di oltre 30 milioni, ereditato e ulteriormente allargato nei primi due anni di maggioranza grillina. Più che un successo è stata una necessità per evitare il baratro dopo due anni di nomine fatte a casaccio. D’altra parte, è ugualmente difficile rimpiangere il vecchio PD, anzi è proprio impossibile.

Sappiamo che l’ambiente e la gestione dei rifiuti sono due ambiti che ti interessano: promuoveresti l’attuale giunta in questi due ambiti?

Per promuoverla, avrei chiesto davvero poco, bastava un segnale su un punto di programma qualsiasi: un piano per la pedonalizzazione del centro e quindi per la sua valorizzazione residenziale e turistica, oppure un progetto per un impianto di energia rinnovabile a favore delle nostre imprese locali, o magari l’approvazione di una strategia per il progressivo spegnimento del vecchio inceneritore e della sua aria velenosa. Purtroppo non abbiamo ancora visto niente di tutto ciò, magari una parte del M5S ci crede e ci sta provando, un’altra però mi pare sia completamente appiattita su vecchie logiche, portate avanti dalla cosiddetta burocrazia che si è formata alla corte del PD. Per esempio, insistono a dire che l’inceneritore serve a ripianare i debiti Aamps, quando i bilanci dicono il contrario, cioè che contribuisce non poco al dissesto aziendale. Hanno ancora un paio di anni di mandato per dimostrare che fanno sul serio e che sanno imparare dagli errori, propri e altrui, riuscendo a realizzare un vero cambiamento. L’ho sperato fino all’ultimo perfino con il PD, figuriamoci se non lo faccio con il M5S.

Grazie Andrea.

Ci vediamo il prossimo mese su questa pagine.

Foto di Livornodailyphoto

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